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A-Mors

 

SINOSSI

Un uomo in scena, una sedia. L’uomo guarda la sua donna che piange.
La loro storia d’amore è arrivata alla fine.
Lei non lo vuole più. “Sei troppo buono per me”….
Troppo buono…ma che significa troppo buono??
L’uomo, solo, vuoto, cerca delle spiegazioni.
Dove ha sbagliato? Cosa poteva darle di più?
Consapevole che la storia d’amore è davvero finita, si tuffa in un
isolamento, in una solitudine che lo porterà perfino ad avere brutti pensieri per la testa. Toccando il fondo, cercherà di reagire.

In mille modi, mille maniere, fino ad arrivare alla consapevolezza, dopo tante altre storie finite male che forse è meglio non innamorarsi più. Ritrovare unicamente la sua autostima. Stare da solo. Cercare di mettere la vita in un recinto.
Ma quando la vita la vuoi mettere in un recinto, ti scappa. Magari non soffri più, magari non fai più soffrire, magari non sbagli più. Ma nel recinto si soffoca, non c’è aria, non si respira.
E allora decide di farsi sorprendere dagli eventi, di non vivere più una vita decisa a tavolino, con una maschera, recitando.

Decide semplicemente di…VIVERE.

A-MORS

di E. Bruno e M. D’Urso

regia

Egidia Bruno

con

Mirko D’Urso

Light Designer e illuminotecnica

Pierfranco Sofia