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//MANIFESTO

Ci spinge il gusto.

Il nostro.

DDT è, naturalmente, il nostro sentire teatrale.

Ci piace produrre qui, montiamo i nostri spettacoli in un bunker antiatomico sotterraneo, tra pareti di cemento armato spesse 7 metri. Abbiamo scelto di produrre nel silenzio delle Prealpi e dei boschi che circondano la città di Lugano, di dedicarci esclusivamente a testi contemporanei o drammaturgie inedite.

Giorno per giorno.

Siamo eurocentrici, orgogliosi, contemporanei.

Amiamo la musica classica, il pianismo contemporaneo e la musica elettronica. Ogni nostro spettacolo vede la musica protagonista. Diffusa e/o prodotta dagli attori in scena, vomitata dalle casse del teatro disposte in quadrifonia attiva. Il come usiamo la musica e che genere di musica usiamo è uno dei segni principali di DDT.

Amiamo le distanze e il raccoglimento siderale. Ci interessa parlare dell’isolamento.

Amiamo i testi con pochi attori spinti dal loro forte sentire e da una preparazione maniacale.

Proponiamo solo testi contemporanei. Siamo decisi a provare a far conoscere in Svizzera e Italia testi sconosciuti perché sommersi da sacchi di riletture di classici e sterili provocazioni formali.

Amiamo un teatro di parte: gravemente scorretto nel suo essere, eppure conscio del proprio ruolo, lucido nel proporsi nudo. Non si può e non si deve piacere a tutti.

Amiamo un teatro non elitario.  Noi ci teniamo stretta la nostra opacità ma non marciamo bendati infischiandocene di tutto. Orgoglio non è presunzione.

Amiamo lo studio e la preparazione continua. La scelta accurata dei testi da mettere in scena e la ricerca vera della possibilità di farlo, sbattendoci in prima persona per arrivarci.

Non amiamo e non facciamo:

teatrodanza

rilettura di classici

sterile sperimentalismo

teatro corale

mimo

clownerie/giocolerie

Perfettamente consci della bontà e del valore di tanti colleghi, siamo però orgogliosi di quanto siamo e cerchiamo di proporlo. Per capire e capirci, lontani dalla logica della tolleranza: tolleranza è il contrario di uguaglianza. Sempre, chi tollera, si sente superiore.

Speriamo il nostro percorso possa interessare.

Continuiamo la ricerca.

Il Direttore Artistico

Fabio Doriali